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H.P. Hager denuncia „kaufhaus-bozen.bz“ per conto della Signa Holding

il Tribunale archivia l'accusa di diffamazione, apertura del processo

Bolzano, 8-03-2016

Il giorno 20.1.16 il sito satirico kaufhaus-bozen.bz riceve una notifica dal tribunale di Bolzano: si tratta di un decreto penale di condanna con relativa sanzione penale di 2000 €. L'accusa è di „subdola usurpazione della paternità“ ai fini dell'inganno del sito http://www.kaufhaus-bozen.com appartenente alla Signa Holding GmbH.

L'ACCUSA

"delitto previsto dall'art 171, comma 1 lett. a) e coma 3 della legge 22 aprile 1941 n. 633 per avere, creando e mettendo in rete (e quindi diffondendo) il sito internet denominato http://kaufhaus-bozen.bz, riprodotto il diverso sito http://www.kaufhaus-bozen.com appartenente alla Signa Holding GmbH, opera altrui, riproducendone con leggera modificazione il nome, riproducendone la veste grafica, alcune immagini [sic] e la strutturazione dell'informazione, con implicita e subdola usurpazione della paternità in modo di ingannare l'utente sulla titolarità del sito [sic] e la provenienza delle informazioni contenute [sic] l'accusa del decreto penale di condanna

La pagina kaufhaus-bozen.bz si è sempre configurata, dalla sua apertura ad opera di un piccolo gruppo di attivisti il 2 marzo 2015, come una pagina satirica (contrassegnata come tale). Scopo di essa è stato ed è l'apporto di informazioni e lo sviluppo di una discussione critica rispetto ad una grande opera che cambierà il volto della città di Bolzano per gli anni a venire e i cui effetti rimangono ancora ignoti. Per supplire alla carenza di informazioni su più piani (urbanistico, economico, sociale) rispetto al progetto „Kaufhaus“, abbiamo utilizzato lo strumento della satira, una satira sottile e non diffamante.

La suddetta pagina non contiene nè immagini nè contenuti usurpati dalla pagina www.kaufhaus-bozen.com e non sono stati plagiati neppure aspetti di originalità, aderendo la pagina www.kaufhaus-bozen.com agli standards della maggior parte delle pagine presenti nel web (Header, Menu, galleria di immagini, colonne di testo, Footer con Impressum, sfondo bianco e tono di colore grigio). Il marchio che sta sotto la generica combinazione di nomi „Kaufhaus Bozen“, inoltre, non risulta registrato nè sotto il possesso di alcuna persona fisica o giuridica. Ciò che ci stupisce ancora maggiormente è l'avere appreso di un procedimento nei nostri confronti a circa un anno di distanza dalla messa in rete del sito satirico e di averlo appreso direttamente dallo Stato Italiano, senza che nessuna precedente comunicazione (ad esempio una lettera di diffida) ci fosse stata prima recapitata dalla Signa Holding.

LA DENUNCIA DELLA KHB

Dopo l'opposizione presentata ricorrendo ad un avvocato (questo vuol dire che si dovrà arrivare ad un processo) e la presa visione dei fasicoli che ci riguardano, abbiamo appreso che l'indagine a nostro carico è partita in seguito ad un atto di denuncia – querela da parte di Heinz Peter Hager, il „plenipotenziario“ di Benko a Bolzano, presidente della società KHB GmbH che gestisce il progetto „Kaufhaus“, il giorno 13.03.2015. Da quel giorno molte cose sono accadute a Bolzano. L'accusa è di „violazioni del diritto d'autore e diffamazione“. L'accusa di diffamazione a nostro carico è stata archiviata dal Tribunale di Bolzano, non essendoci infatti traccia di diffamazione riscontrabile sulla nostra pagina. Tuttavia riteniamo giusto pubblicare l'intero testo della querela qui e non lasciare cadere l'accaduto nel silenzio.

L'accusa di diffamazione si riferisce sostanzialmente all'aver rimandato, all'interno della pagina satirica, ai risultati di ricerca su Google, tra i quali compare la condanna in via definitiva per corruzione a carico di Benko.

L'intenzione che soggiace alle accuse si palesa nella parte finale della querela con queste parole:

si chiede sin da subito alla Autorità procedente di disporre in via cautelare e d'urgenza il sequestro preventivo del sito web www.kaufhaus-bozen.bz richiesta della denuncia da parti di Hager

PRENDIAMO ATTO DEL FATTO CHE:

IL SENSO DI TUTTO CIO

Ci rendiamo allora conto preoccupati che esistono due opzioni: o Benko ritiene che i bolzanini e le bolzanine non siano in grado di comprendere la satira o forse la rappresentazione paradossale che viene data dalla pagina kaufhaus-bozen.bz non è poi così lontana dalla realtà (e sinceramente ci risulta difficile crederlo). Solo in questo modo possiamo spiegarci come, nonostante i contenuti iperbolici e i renderings grotteschi, sia percepito il pericolo di uno scambio imbarazzante tra il sito „serio“ e quello satirico; un pericolo percepito così grande da chiedere attraverso il tribunale un intervento censorio (che ci pare di aver capito che il tribunale non ha inteso concedere). Non possiamo fare altrimenti che non scoraggiarci e ci troviamo di conseguenza obbligati a procedere nella difesa dei nostri diritti davanti all'autorità giudiziaria.

Per richieste d'informazione, si prega di scrivere a

presse at kaufhaus-bozen.bz

Ringraziando in anticipo per il sostegno e augurandoci la massima diffusione e supporto, restiamo a disposizione per domande e chiarimenti. Chi vuole aiutarci con le spese legali può cliccare qui:

Grazie di tutto

Gli attivisti di kaufhaus-bozen.bz

Update 12.03.16: satira con due pesi e due misure

BENKO PLAGIA LA CAMPAGNA INFO DEI CRITICI?

Dopo che a Bolzano non è rimasta più nessuna cassetta della posta che non abbia ricevuta una brochure patinata PRO-Kaufhaus e dopo che gli spazi pubblicitari sia in città sia sui giornali sono stati riempiti di pubblicità, pare che non sia ancora sufficiente: appena apre il sito del fronte degli avversari del Kaufhaus lovebz.it (dove varie persone si riconoscono nella propria città con il motto "We love BZ not Benko") i promotori del Kaufhaus plagiano l'idea e la grafica per trasformarla in "We love BZ AND Benko" sul sito welovebz.com (stato del 12.3.16). Il sito conduce poi al sito dell'associazione "Bolzano Domani", di cui il co-fondatore Heinz Peter Hager risulta responsabile della denuncia nei nostri confronti con richiesta di sequestro del nostro sito satirico. Due pesi due misure? Ce ne rallegriamo! Perchè tutto questo promuove la discussione, e anche la critica. Qualcuno su Facebook ha già avuto l'idea di non perdersi questa occasione per accenare al fatto che non è possibile fare una campagna pubblicitaria gigante come quella PRO-Benko senza finanziamenti sostanziosi di un tycoon come Benko. Insomma, pare che Benko sia capace di comprarsi addiritura l'amore?

Rassegna stampa (senza pretese di esaustività):